Lungo la Route des Vins d’Alsace

La via dei vini d’Alsazia è un suggestivo percorso tutto da guidare che si snoda per circa 170 km tra infinite distese di vigneti da Marlenheim a Thann.
Vi ho già raccontato i dettagli del nostro viaggio e ho già parlato della sua cittadina più famosa, ora vorrei raccontarvi di due borghi in particolare da cui sono rimasta affascinata: Kaysersberg e Riquewihr.

Kaysersberg è stato, per una pura casualità, il primo borgo che abbiamo visitato lungo la Route des Vins d’Alsace.
Attraversata dal fiume Weiss, si presenta come una cittadina molto tranquilla frequentata da poca gente, che ci ha permesso di perderci tra gli stretti vicoli colorati e goderci una rilassante passeggiata tra le vigne.
Qui ho visto le prime cicogne della mia vita, realizzando di aver sottovalutato il fatto che il simbolo di questa regione fosse proprio questo maestoso animale.
Avendolo visitato in primavera, il paese era abbellito da magnifici vasi di fiori colorati ad ogni angolo della strada e su ogni balcone delle, già di per sè, coloratissime case a graticcio.

Uscendo dal paese lo sguardo viene catturato dai resti dell’antico Château de Kaysersberg che domina sui terreni circostanti.
Normalmente è raggiungibile per mezzo di una scalinata che, al momento della nostra visita, era chiusa e abbiamo quindi dovuto fare un giro largo attraversando i vigneti e godendo di bellissimi scorci fotografici.
Raggiunte le rovine del castello abbiamo piacevolmente scoperto che, quel che ne resta, è aperto al pubblico e che si può salire liberamente sulla stretta scala a chiocciola fino alla cima della torre, da cui si gode di una splendida vista sul borgo e su tutto ciò che lo circonda.

Ci siamo presi del tempo per ammirare il panorama da ogni angolazione e per passeggiare ancora un po’ tra i vigneti.

A poco meno di 10 km da Kaysersberg troviamo Riquewihr, in assoluto la più bella cittadina che abbiamo incontrato lungo la strada, molto turistica e molto ben tenuta.

Qui le case non sono dipinte di colori pastello, ma di tonalità accese come il giallo, l’arancio o il blu, che creano forti contrasti di colore nelle centinaia di foto scattate dai numerosi turisti.
Lungo la via principale vi verranno offerti assaggi di ogni genere di prodotto: dai biscottini al famoso fois gras, tipico di questa zona.

Ci si rende subito conto di quanto il periodo natalizio sia importante per il turismo di questi paesi dai numerosi richiami al Natale che si trovano in ogni periodo dell’anno: primo fra tutti Kathe Wolfart, negozio che avevo già avuto modo di visitare tempo fa durante un viaggio in Germania…impossibile non entrarci!
Avete presente il paese dei balocchi? Ecco, entrare qui è un po’ così, ci sono addobbi di ogni genere, alberi di Natale enormi e…niente, una presenza accanto a me mi ricorda che è primavera e non siamo venuti fin qui per vedere per l’ennesima volta un negozio di “roba di Natale”…uff…continuiamo la nostra visita all’interno dei bastioni, lasciamo la frequentatissima via principale per perderci tra le strette viuzze.

Anche qui le facciate delle case sono molto curate, sembra sia stato tutto appena ristrutturato, i colori sono accesi e brillanti, ogni addobbo, ogni vaso è ben posizionato e curato ed enormi piante di glicine in fiore incorniciano porte e finestre di splendide casette.
Riquewihr è veramente incantevole ed assolutamente un paese da non perdere durante una visita in Alsazia.

Colmar, un gioiello dai colori pastello

Tra tutti i borghi incontrati sulla Route des Vins d’Alsace, Colmar è sicuramente il più famoso.

È una cittadina piuttosto grande, ma quello che la rende famosa è il suo centro storico che potrete visitare tranquillamente a piedi grazie alle numerose zone pedonali di cui, purtroppo, non tutti i centri che abbiamo visitato disponevano.
È piuttosto semplice orientarsi tra i vicoli, tutte le attrazioni turistiche sono ben indicate dai cartelli, ed è possibile seguirle alla scoperta di ogni angolo nascosto della città.

Il quartiere più famoso è sicuramente quella della Petite Venise, un dedalo di pittoreschi canali navigabili con piccole barche, su cui si affacciano case a graticcio dai colori più disparati.
Tra i vicoli non è raro incontrare modelle vestite con abiti d’epoca intente a farsi fotografare in varie pose per chissà quale servizio fotografico.
Ogni angolo di Colmar rappresenta una cartolina perfetta, ovunque si giri lo sguardo si ha l’impressione di trovare sempre un’inquadratura migliore della precedente, finendo per ritrovarsi con decine e decine di foto scattate senza essere in grado di selezionare le più belle.

Al di fuori dal quartiere della Petite Venise il resto del centro storico vi regalerà un infinità di suggestivi e caratteristici scorci, con i suoi negozi, le sue chiese, le vie pedonali tappezzate di negozi di souvernirs e le immancabili case a graticcio dai mille colori.
Seguendo le indicazioni per la Maison des Tètes vi ritroverete davanti ad un edificio sulla cui facciata sono scolpite numerose teste di animali e di uomini con le più svariate espressioni.

Potete, poi, proseguire per il Museo dedicato a Monsieur Bartholdi, il cittadino di Colmar conosciuto nel mondo per aver realizzato la Statua della Libertà; pare che ce ne sia una copia di dimensioni ridotte da qualche parte in città ma, purtroppo, non abbiamo avuto modo di incrociarla durante la nostra visita; così come ci é stato impossibile visitare il Marchè Couvert in quanto il lunedì, giorno in cui abbiamo visitato la città, è in generale il giorno di chiusura settimanale di gran parte delle attività commerciali. All’infuori delle vie centrali, infatti, siamo stati un po’ sfortunati sia per l’acquisto di qualche piccolo souvernir sia per riuscire a trovare qualche locale che ci sfamasse: a differenza dell’Italia qui, purtroppo o per fortuna, la domenica è difficile trovare un negozio aperto, e il lunedì, come già detto, è giorno di chiusura, se poi ci mettiamo che martedì era festivo e che perfino molti ristoranti del centro erano chiusi per il ponte, capite bene quanto sia stato difficile per noi anche solo mangiare un panino.


D’altronde, anche se la primavera è un bellissimo periodo per visitare Colmar, con le facciate delle case abbellite da coloratissimi fiori, non è di certo un periodo di alta stagione per il turismo che raggiunge il suo picco massimo nel mese di dicembre, quando lo spirito del Natale avvolge tutta la città rendendola ancora più magica; sicuramente un’esperienza da provare in futuro…