Slovenia: per chi ha voglia di…verde!

Avevamo solo pochi giorni di ferie nel periodo natalizio, ma volevamo sfruttarli al meglio.
Le mete proposte erano per la maggior parte quelle classiche di montagna o dei mercatini di Natale più famosi, ma vuoi mettere la gente? e il traffico? No no. Abbiamo bisogno di tranquillità, di rilassare la mente, di staccare da tutto. Quali sono i colori che psicologicamente fanno stare meglio la mente? Azzurro e verde. Bene! Per l’azzurro è facile, basta guardare il meteo e scegliere una meta soleggiata in quei giorni, ma per il verde? Dopo una breve ricerca su Google sulle regioni più verdi d’Europa, ecco la soluzione: la Slovenia! Qualche anno fa avevamo già avuto modo di visitare la sua capitale Ljubljana, ma per noi era ancora un Paese tutto da scoprire.

Kranj – Zgornja Besnica

Come ho già avuto modo di esprimere più volte, non condivido la spasmodica ricerca, nata con l’era dei social, della bandierina in più da inserire nel proprio profilo.
Incontro sempre più persone che, pur di aggiungerla, organizzano tappe “toccata e fuga” in uno Stato solo per dire di esserci stati…ma non si può dire di conoscere l’Inghilterra dopo aver visitato Londra per un weekend e nemmeno la Francia dopo aver preso un volo per Parigi.
Anche l’Italia non è Roma o Milano, è fatta di tante piccole culture locali, di paesaggi naturali, di tradizioni…
Così abbiamo deciso di tornare in Slovenia e di provare a conoscerla come piace a noi.
Mettiamo giù un po’ di tappe, carichiamo Vanni e si parte!
Decidiamo di seguire un po’ lo schema dello stemma posto sulla bandiera slovena: partiamo dal basso, dal mare, per poi dirigerci verso l’interno e raggiungere le montagne.

Poco prima del confine incontriamo i cartelli che ci ricordano di acquistare il bollino per le autostrade slovene. Costo per una settimana: € 15. Sempre se si vogliono percorrere le autostrade! Ma voi ormai ci conoscete, noi amiamo molto i viaggi “slow”, amiamo scegliere sempre la strada più lunga proposta dal navigatore, amiamo attraversare piccoli paesi sconosciuti al turismo di massa, amiamo fermarci in una locanda dove non capiscono la nostra lingua, tantomeno l’inglese, dove ordinare qualcosa a caso e assaggiare i veri piatti della tradizione e non solo quelli proposti ai turisti…amiamo attraversare campagne e passi di montagna. Decidiamo quindi di non acquistare la vignetta e di impostare il navigatore su ” evita pedaggi” ed “evita autostrade”.
Come prima tappa raggiungiamo Pirano, graziosissima cittadina sul mare.
La vista del suo bellissimo campanile, copia di quello di San Marco a Venezia, ci accompagnerà durante tutta la nostra passeggiata.

Piran

Proviamo, poi, a cercare un parcheggio per fare due passi nella famosa Portorose, ma senza successo. Ci accontentiamo di guardare fuori dal finestrino le vetrine dei negozi, i lussuosi alberghi e i casinò.
Per la notte non fatichiamo a trovare un posto tranquillo e panoramico sul golfo, sempre utilizzando le comode app per il campeggio libero.
Per evitare fastidiosi contrattempi, come successo più volte in passato, decidiamo di acquistare online con un giorno di anticipo i biglietti per le vicine grotte di Postumia e, visto che non ci siamo ancora fatti un regalo di Natale, decidiamo di combinarlo con l’ingresso al castello di Predjama: totale € 77,00. Non proprio economico, pensiamo, ma ne rimarremo completamente soddisfatti il giorno seguente…sono veramente posti incantevoli!

Postojnska jama

Non possiamo non fermarci a Ljublijana, che ci ricordiamo ancora molto bene dalla nostra ultima visita e dove riusciamo ad orientarci a memoria e a trovare un comodo parcheggio.
La visitiamo così anche durante i mercatini di Natale (la prima volta era stata in primavera) e la ritroviamo sempre molto piacevole.
Da qui alla prossima tappa faremo un po’ fatica a trovare un posto tranquillo dove dormire e dobbiamo accontentarci di fermarci in un parcheggio e cercare di dormire qualche ora.
Soprattutto avvicinandosi a Bled, infatti, sembra quasi impossibile trovare un’area camper o un campeggio, perlomeno che sia aperto durante il periodo invernale.
Scegliamo, come sempre, la strada che più ci ispira “a pelle” tra le alternative proposte dal navigatore, di solito è la più tortuosa e quella che sembra più panoramica.
Attraversiamo, così, bellissimi boschi e visitiamo piccole chiesette isolate, di quelle che vedi già da lontano mentre guidi e non riesci a resistere alla tentazione di fermarti a fare qualche foto.
In questi posti apparentemente isolati capita spesso di fermarsi per primi e di ritrovarsi dopo qualche decina di minuti circondati da altri turisti come noi attratti dallo stesso panorama, ma anche dalle altre macchine parcheggiate…la gente attira altra gente, si sa!

Bled

Raggiungiamo così Bled, con tutta una serie di difficoltà nel trovare parcheggio…anche in inverno questo posto è gettonatissimo e molto trafficato! Non esistono parcheggi che non siano privati (o almeno noi non ne abbiamo trovati) e l’unico campeggio presente sul lago è chiuso in questo periodo.
Il panorama del lago con il suo isolotto e il castello arroccato in cima alla roccia è comunque meraviglioso.
Ripartiamo poi verso Tolmino costeggiando il Parco Nazionale del Tricorno, attraversiamo una piccola località sciistica e non resistiamo a provare le nuove gomme da neve ricevute in regalo a Natale!
Arriviamo così ad intercettare il corso del fiume Isonzo, testimone di numerose battaglie, con quel suo colore di un azzurro quasi surreale.
Il suo corso ci accompagnerà fino in Italia.
Non prima, però, di aver passato una splendida notte tra la tranquillità di queste montagne, lontano dalle luci delle città e, come spesso ci accade da quando viaggiamo con un van, guardando per ore un meraviglioso e freddo cielo stellato.
Tornando verso il confine ci fermiamo per una breve escursione alla Slap Boka, la più imponente cascata slovena e una delle più maestose d’Europa.
Purtroppo in inverno la portata d’acqua è piuttosto scarsa, ma lo spettacolo è comunque assicurato.
Come da tradizione, ci fermiamo poi a riempire il van di prodotti tipici locali per poi farci accompagnare dall’Isonzo fino in Italia, dove ci aspetta una toccante visita al sacrario militare di Redipuglia…

Prendo la macchina e vado…in Andalusia!

Eccoci qua! Finalmente pronti per raccontarvi di un bellissimo viaggio “on the road” in Andalusia, passando per Francia e Spagna, continuando un’esplorazione iniziata qualche anno fa.

Malaga

Un viaggio pianificato, ma libero, vissuto alla giornata, senza prenotazioni o vincoli, con tutti gli imprevisti del caso, ma anche con tutte le sorprese che può offrire un’avventura di questo genere.
Due persone (Io e Claudio), una Peugeot che arranca in salita (si, come quella di Max Pezzali!), 18 giorni di viaggio, 6544 km guidati, 248 km a piedi.

Abbiamo attraversato montagne come le Alpi, i Pirenei e la Sierra Nevada…abbiamo fatto il bagno nell’Oceano Atlantico, ma anche in strani laghi rosa…abbiamo visitato città importanti, ma anche paesini sconosciuti…
abbiamo dovuto saltare con dispiacere alcune tappe, ma abbiamo fatto nuove piacevoli scoperte.

Vejer de la Frontera

Abbiamo dormito alcune notti in letti comodi, altre in tenda, altre in macchina, ma con una stupenda vista sul mare.
Abbiamo sofferto un po’ di caldo, ma anche un po’ di freddo…abbiamo conosciuto gente, tradizioni e assaggiato piatti nuovi.

Mercato di Saragozza

Abbiamo incontrato solo spagnoli sorridenti ed educati, anche se il massimo dell’educazione stradale lo abbiamo riscontrato nei francesi (solo quella stradale, sul resto c’è ancora da lavorare!).
Non abbiamo mai (e dico mai!) avvertito una sensazione di timore girando per le strade anche a tarda notte, neanche quando scendevo da sola per vedere se c’era parcheggio in fondo alla via o andavo a piedi a fare il check-in in qualche alloggio appena in tempo prima di essere fuori tempo massimo, mentre Claudio girava per cercare parcheggio.

Qualche volta abbiamo avuto timore per la nostra macchina in quanto, soprattutto nei paesi più piccoli e caratteristici, a causa di strade strette (talmente strette che a volte ci chiedevamo se davvero fossero strade aperte al traffico), marciapiedi alti e pendenze improponibili (anche del 25%), non vedevamo una (e dico una!) macchina in buone condizioni..o quando ci siamo trovati sotto i 64mila fuochi d’artificio di Elche..ma la piccola Peugeot che arranca in salita è comunque riuscita ad uscirne indenne.

Frigiliana

Non sappiamo ancora, invece, se ne siamo usciti indenni anche in fatto di multe: sì perché i navigatori a volte sembrano davvero essere impostati per arricchire le tasche dei comuni.
Soprattutto in territori stranieri, dove già i cartelli sono diversi dai nostri, dove già si fa fatica magari a capire il limite di velocità, ci si mettono pure i navigatori.
Non bastano quattro occhi per evitare sensi vietati, zone pedonali o corsie riservate a taxi e autobus, e così quando lui dice:”girare a destra”, tu giri e ti ritrovi in pieno centro storico, con gente che cammina tra i negozi e i tavolini dei bar e la domanda che ci si pone è :” ma non è che c’era un divieto d’accesso?” Credo che lo scopriremo solo tra qualche mese…

Tarifa

Siamo stati sfiorati e a volte ci siamo trovati faccia a faccia con calamità naturali come terremoti, incendi e inondazioni, ma ne siamo usciti indenni, abbiamo visto tantissimi incidenti stradali più o meno gravi, abbiamo soccorso un francese ribaltato a bordo strada, fortunatamente in buono stato (il francese..della sua auto non si può dire lo stesso).
Siamo stati fortunati con il meteo, soprattutto perché, essendo agosto, non abbiamo mai trovato le alte temperature che ci erano state “raccontate”: abbiamo superato i 40° solo nel deserto di Tabernas e li abbiamo sfiorati solo a Siviglia, per il resto siamo sempre stati accompagnati da un bel venticello fresco che rendeva sopportabili anche le temperature diurne.

Deserto di Tabernas

Abbiamo mangiato tapas e bevuto birra a tutte le ore del giorno, soprattutto dopo aver scoperto i prezzi davvero bassi applicati fuori dai grandi centri turistici (non che fossero alti neanche lì rispetto alla media italiana, ma sicuramente raddoppiavano rispetto alla media spagnola).
Quello che ci ha stupito di più è stata in particolare la dimensione delle tapas che in alcuni casi raggiungeva quelle di un piatto normale (non oso nemmeno pensare quanto potessero essere grandi le 1/2 raciones o addirittura le raciones!) e il prezzo della birra (la metà di un caffè o di una bottiglietta d’acqua).


Ma veniamo all’itinerario: vi racconteremo i dettagli di ogni singola tappa nei prossimi post.
Stay tuned!

Viaggi On The Road

Attenzione!!! questa sezione è indirizzata a chi ama i viaggi “on the road”, a chi ama percorrere strade panoramiche tra le più spettacolari, a chi ama avere completa libertà di itinerario, a chi ama scoprire posti nuovi e farsi sorprendere ogni giorno da ciò che la giornata gli riserverà… perché l’essenza del viaggio non è la meta finale, ma il viaggio stesso.

Lac de Serre-Poncon

Se siete, quindi, quel tipo di viaggiatore che preferisce raggiungere la meta comodamente in aereo e al massimo fare una passeggiata in centro, questa sezione non fa per voi.
In questo tipo di viaggi vivrete sempre con l’incognita di dove dormirete (e a volte non troverete nessun posto per dormire), o di cosa mangerete (vi potrebbe capitare di non trovare nemmeno questo), ma vi ritroverete a visitare posti meravigliosi che mai avreste visto.

Asturie

Scoprirete che, tra l’aeroporto e la vostra meta finale, esistono luoghi incantevoli di cui non sospettavate nemmeno dell’esistenza.
Imparerete con l’esperienza ad essere autonomi, ad organizzare le tappe che vi interessano e a volte rimarrete delusi per non esserci riusciti al meglio…
Vi evolverete come viaggiatori, secondo le vostre esigenze.

Andalusia

Magari partirete, come noi, con una piccola Peugeot che arranca in salita, magari proverete a camperizzarla, magari non ci riuscirete, magari poi deciderete di acquistare un vecchio Van verde del ’92 di cui vi siete innamorati a prima vista, che arrancherà in salita più della Peugeot, ma che vi regalerà momenti indimenticabili.
Entrerete in simbiosi con quel mezzo che inizierete a trattare come una persona. Gli chiederete come sta, se è comodo, vi complimenterete con lui per essere stato bravo ad aspettarvi tutto il giorno in quella strada così brutta, senza prendere una multa o farsi rompere un vetro.

Passerete giornate a pianificare viaggi su strada, calcolando le distanze che vi separano da ogni meta, informandovi sulle migliori strade da percorrere tra una tappa e l’altra e, perché no, sui locali migliori per assaggiare le specialità locali.
Vedrete fantastici tramonti seduti comodamente sul vostro letto e vedrete le stelle come non le avete mai viste.

Via Lattea in Algarve

Se siete convinti o anche solo curiosi di provare uno stile di viaggio che vi cambierà per sempre, allora continuate a leggere e lasciatevi ispirare dai nostri racconti.
Siete pronti? Allora iniziate ad andare sulle impostazioni del vostro navigatore, mettete quelle due spunte sulle voci “evita autostrade” ed “evita strade a pedaggio” ed iniziate a guardare le alternative proposte. Scegliete l’alternativa che vi ispira di più, cambiate percorso, aggiungete tappe, sentitevi liberi di fermarvi prima di raggiungere la meta prevista, di fermarvi un giorno in più a visitare un posto che vi ha stupito o di andare via subito se non rispetta le vostre aspettative.

Finisterre

Vivete alla giornata, scambiate due parole con altri viaggiatori o con la gente locale.
A volte sarete molto stanchi o frustrati per non aver trovato una buona sistemazione per la notte prima che facesse buio, ma poi al mattino vi ricrederete quando vi sveglierete con una vista magnifica sul mare.
Porterete a casa esperienze indimenticabili e ne varrà sempre la pena.
Buon viaggio!